Le fanoglie di San Domenico
I falò rituali che accendono l’inverno di Villalago
Il fuoco ha da sempre un forte potere simbolico: richiama, scalda, unisce. A Villalago, nel cuore della Valle del Sagittario, questo elemento diventa il protagonista assoluto delle celebrazioni in onore di San Domenico Abate. Nelle notti del 21 e 22 gennaio, il paese si illumina grazie alle antiche fanoglie, grandi falò rituali che trasformano le piazze in scenari carichi di suggestione.
Le fanoglie sono alte cataste di legna dalla caratteristica forma a cono: alla base si sistemano fascine disposte in verticale, sopra si aggiungono i tocchi di faggio fino a creare strutture imponenti, lasciando un’apertura inferiore per alimentare il fuoco durante la notte. Dietro ognuno di questi “giganti di fiamma” c’è un lungo lavoro collettivo: nelle settimane precedenti la festa, gli abitanti di Villalago raccolgono e preparano la legna, collaborando alla costruzione delle fanoglie nei diversi rioni e nelle piazze principali del paese.
Il culmine della celebrazione arriva dopo la recita dei Vespri. Al suono delle campane, la sera del 21 gennaio vengono accese le fanoglie rionali, mentre la notte del 22 gennaio è la volta della grande fanoglia nella piazza principale, organizzata dalla Confraternita di San Domenico Abate. Attorno ai falò la comunità si ritrova, conversa, prega, mangia insieme: un rito che unisce devozione, identità e vita di paese, scandito da luce, calore e scintille che si alzano nel cielo d’inverno.
È un’esperienza che va oltre la semplice festa: partecipare alle fanoglie significa entrare nel cuore di una tradizione secolare, condividendo con gli abitanti del borgo uno dei momenti più sentiti del culto di San Domenico.
Ph credit: Archivio fotografico turistico della Regione Abruzzo
ingresso libero